Nel mio appartamento ci sono due gatte e diverse formiche, soprattutto in cucina.
Va bene, se ami gli animali non ti metti a fare i distinguo, non cedi alle sottigliezze delle biologia e della sociologia. Continua a leggere
Nel mio appartamento ci sono due gatte e diverse formiche, soprattutto in cucina.
Va bene, se ami gli animali non ti metti a fare i distinguo, non cedi alle sottigliezze delle biologia e della sociologia. Continua a leggere
Ogni mattina, per guadagnarmi da vivere,
vado al mercato dove si comprano le bugie.
Pieno di speranza
mi metto tra chi vende.
(B. Brecht, Hollywood)
Mercato, menzogne e artisti si mescolano perfettamente nell’economia post-fordista, sempre più decisamente orientata alla produzione di prodotti immateriali sfornati dall’industria dell’entertainment. Continua a leggere
Neve sporca di crisi,
nevischio ghiacciato sulla faccia di tutti.
Una fitta coltre di acqua fredda in cristalli copre l’orizzonte,
ci allontana dalla primavera. Continua a leggere
Anarchia vuol dire non-violenza, non-dominio dell’uomo sull’uomo, non-imposizione per forza della volontà di uno o di più su quella di altri.
È solo mediante l’armonizzazione degli interessi, mediante la cooperazione volontaria, con l’amore, il rispetto, la reciproca tolleranza, è solo colla persuasione, l’esempio, il contagio e il vantaggio mutuo della benevolenza che può e deve trionfare l’anarchia, cioè una società di fratelli liberamente solidali, che assicuri a tutti la massima libertà, il massimo sviluppo, il massimo benessere possibili. Continua a leggere
Il governo Mare e Monti ha presentato la tanto decantata manovra.
Un provvedimento ‘lacrime e sangue‘, come si usa dire.
Le lacrime del ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e il sangue degli italiani. Continua a leggere
In un folle ritorno di una ragazza al bar,
o in un sorriso di fata, o non ricordo,
tramo ancora l’alba dei sensi.
Impietrito, corrotto.
Non-nuovo in una nuova stagione;
fuori posto, insomma. Continua a leggere
Nel luglio del 1967 si svolse a Londra un congresso che – sotto il titolo di Dialettiche della liberazione – vide sfilare sul palco degli oratori gli intellettuali destinati a diventare i simboli della protesta radicale della fine degli anni sessanta: da Marcuse a Goldmann, da Sweezy a Carmichael, da Bateson a Hàiek. Continua a leggere
Matto, squilibrato, senza riguardo per la decenza.
Che si traduce in ‘solo’, senza mediazione e senza lunghe attese.
Il vocabolario comune dei folli salta gli avverbi edulcorati,
traduce in un lampo la sintassi più manichea in parole da scriversi a chiare lettere.
Sentenze sputate senza nessuna pietà, diciamolo chiaro e tondo, come pallottole all’uranio impoverito. Continua a leggere
E’ facile. Troppo facile.
Semplice esibire democrazia e ordine alla luce del sole, che il gendarme spaventa.
Meno facile è esibire la dignità nell’ombra di un regime. Continua a leggere
Tanto per tornare sui moralismi dei benpensanti di fronte ai moti di Londra di quest’estate.
E’ facile fare gli intellettuali organici ad una sinistra priva di sostanza.
Gonfi di cultura dozzinale e patinata, tutti ci sentiamo comodi quando conversiamo amabili nei nostri salotti in stile Ikea… Continua a leggere