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Le istituzioni totali

Voglio proporre uno stralcio di un noto saggio del sociologo canadese Erving Goffman.

Si tratta di una citazione da Asylums. Le istituzioni totali: i meccanismi dell’esclusione e della violenza, tradotto in italiano da Einaudi nel 1968.

I.
Le organizzazioni sociali – o istituzioni nel senso comune del termine – sono luoghi, locali o insiemi di locali, edifici, costruzioni, dove si svolge con regolarità una certa attività. In sociologia non esiste un modo particolare di classificarle. Alcune istituzioni, come la stazione centrale, sono accessibili a chiunque si comporti in modo decente; altre, come l’Union Club di New York, o i laboratori di Los Alamos sembrano più esclusive e rigorose circa il livello dei loro partecipanti; altre ancora, come negozi o uffici postali, sono costituite da alcuni membri fissi che vi svolgono un certo servizio, e da un continuo fluire di persone che lo richiedono.

Altre, come case e fabbriche, coinvolgono un gruppo meno fluttuante di partecipanti. In alcune istituzioni si svolgono attività dalle quali viene sancita la condizione sociale di coloro che ne fanno parte, il che può essere più o meno gradito. Altre invece consentono il raggrupparsi di persone allo scopo di svolgere un tipo di attività ricreative da loro scelte, sfruttando il tempo rimasto libero da attività impegnative. In questo saggio viene isolata e riconosciuta come naturale e ricca di possibilità di indagine, un’altra categoria di istituzioni, i cui membri sembrano avere tanti elementi in comune con quelli delle altre che, per studiarne una, risulterebbe utile esaminarle tutte.

II
Ogni istituzione si impadronisce di parte del tempo e degli interessi di coloro che da essa dipendono, offrendo in cambio un particolare tipo di mondo: il che significa che tende a circuire i suoi componenti in una sorta di azione inglobante. Nella nostra società occidentale ci sono tipi diversi di istituzioni, alcune delle quali agiscono con un potere inglobante – seppur discontinuo – piu penetrante di altre. Questo carattere inglobante o totale è simbolizzato nell’impedimento allo scambio sociale e all’uscita verso il mondo esterno, spesso concretamente fondato nelle stesse strutture fisiche dell’istituzione: porte chiuse, alte mura, filo spinato, rocce, corsi d’acqua, foreste o brughiere.

Questo tipo di istituzioni io lo chiamo “istituzioni totali” ed è appunto il loro carattere generale che intendo qui analizzare. Le istituzioni totali nella nostra società possono essere raggruppate – grosso modo – in cinque categorie. Primo, le istituzioni nate a tutela di incapaci non pericolosi (istituti per ciechi, vecchi, orfani o indigenti). Secondo, luoghi istituiti a tutela di coloro che, incapaci di badare a se stessi, rappresentano un pericolo – anche se non intenzionale – per la comunità (sanatori per tubercolotici, ospedali psichiatrici e lebbrosari). Il terzo tipo di istituzioni totali serve a proteggere la società da ciò che si rivela come un pericolo intenzionale nei suoi confronti, nel qual caso il benessere delle persone segregate non risulta la finalità immediata dell’istituzione che li segrega (prigioni, penitenziari, campi per prigionieri di guerra, campi di concentramento). Quarto, le istituzioni create al solo scopo di svolgervi una certa attività, che trovano la loro giustificazione sul piano strumentale (furerie militari, navi, collegi, campi di lavoro, piantagioni coloniali e grandi fattorie, queste ultime guardate naturalmente dalla parte di coloro che vivono nello spazio riservato ai servi). Infine vi sono le organizzazioni definite come “staccate dal mondo” che però hanno anche la funzione di servire come luoghi di preparazione per religiosi (abbazie, monasteri, conventi ed altri tipi di chiostri).

Una suddivisione delle istituzioni totali così formulata non è né chiara, né esauriente, né può servire di base per uno studio analitico dell’argomento. Essa risulta tuttavia capace di darci una definizione significativa della categoria, come punto di partenza concreto. Fissando in tal senso la definizione iniziale delle istituzioni totali, spero di riuscire ad analizzarne le caratteristiche, senza cadere nel pericolo di essere tautologico.


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