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Figli di cane

Noi figli di cane non ci aspettavamo altro che questo, ad esser onesti.
Salari sotto al minimo, lavori neri e lavori sporchi, padroni arroganti.

Semplicemente condannati dalla biologia sociale, ma spavaldi di fronte alle crisi di capitale, eravamo già qui
– BELLI PRECARI –
molto prima che si venisse a sapere che sarebbe diventata la moda di questa nostra generazione.

Ce l’avevano detto, e l’hanno ripetuto allo sfinimento
– maestri, professori; e poi sbirri, magistrati.. chiunque. –
che avremmo pagato cara la nostra irriducibilità alle convenzioni del potere,
e alle convenienze degli opportunismi, calibrati appositamente sulle scelte individuali che si compiono nel corso della vita.

Ce l’avevano detto che non sarebbe stata facile,
che Gino, Aldo e Roberto ci avrebbero sempre guardato dall’alto.
Che i loro padri avrebbero pagato poco il tempo di vita della nostra giornata,
che vale nulla o poco di meno.

Ci hanno sempre detto tutte queste cose,
e siamo qui pronti da decenni,
a sputare astio sociale e a ruttar rivolte ogni volta che tira una brezza.

Quello che non sapevamo, noi figli-di-cane,
è che nelle file dei malpagati avvremmo trovato così tanti,
ma proprio tanti dei nostri coetanei, anche quelli con natali apparentemente migliori.

E vediamo decine di Aldo, Gino e Roberto che ingoiano merda a tempo determinato,
proprio quella merda che i loro genitori avevano preparato per noialtri.
Quando si mangia poco e male c’è una gran ressa persino nelle mense peggiori, sembra.

Benvenuti nel mondo reale, cari fratelli, e benvenute sorelline, tra la feccia.
Mi spiace vedervi afflitti e delusi, avete tutte le ragioni di lamentarvi.
Non era apparecchiata per voi questa tavola misera, non era per voi questo pane salato.

Era tutto pronto da secoli, che si trova sempre un figlio di cane pronto a farsi fottere.
Ma mai avremmo potuto immaginare che questa gran moda del precariato avrebbe resettato la volera sociale a tal punto!
Tutti figli-di-cane, pronti ad ingoiar merda e a risicare il soldo solo per campare.

La Ricchezza è un genitore oculato, che chiama i figli per nome.
La Miseria è una mamma affettuosa, che non nega carezze a nessuno.


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