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Mal di testa da suicidio

Ok, è il momento di fare outing su un cosa. Nulla a che vedere con il programma dei 12 passi degli alcolisti anonimi.
Le mie dipendenze me le coccolo amabilmente senza problemi, quello che vorrei smettere ha un altro nome.

CH, Cluster Headache, Cefalea a grappolo.

No, non si tratta di ‘mal di testa’.

La frase che riporto sotto è del Dr. Todd Rozen, pubblicata sulla U.S. Neurology Review nell’ottobre 2008.

There is no more severe pain than that sustained by a cluster headache sufferer and if not for the rather short duration of attacks most cluster sufferers would choose death rather than continue suffering. Cluster has been nicknamed the ‘suicide headache’ because cluster sufferers typically have thought about taking or have taken their lives during a cluster headache.

La traduco per i pigri.

Non esiste dolore più forte di quello subito da un malato di cefalea a grappolo e se non fosse per la breve durata degli attacchi la maggior parte dei malati sceglierebbe di morire piuttosto che continuare a soffrire. La cefalea a grappolo è stata chiamata anche ‘cefalea del suicidio’ perchè i malati tendenzialmente hanno pensato o pensano di togliersi la vita, nel corso di una crisi di dolore acuta.

E’ una malattia … invalidante.
La scienza medica non ha ancora formulato una prognosi scientifica… esistono diversi farmaci che si ritiene possano alleviare o controllare gli attacchi, ma a tutti gli effetti non esiste una cura oggettiva contro la cefalea a grappolo.

Allo stadio delle conoscenze attuali è una malattia inguaribile.

Ho la CH dall’agosto 1998, ho lottato per anni da solo e senza farmaci, perchè ho ed avevo una feroce riluttanza nei confronti della farmacopea ufficiale.
Dal luglio 2010 sono invece in cura da un neurologo, perchè mi sono reso conto di non avere più le forze per affrontare il dolore senza ausilio medico; o perchè ingenuamente speravo che esistesse una cura, sia pure chimica, per questo genere di ‘mal di testa‘.

Non è così, non è un ‘mal di testa’ e purtroppo le medicine – che se non altro nel breve periodo aiutano – sono fortissime, danno dipendenza e assuefazione.

Per non parlare di altro… si tratta di forti analgesici via sottocutanea (centinaia di punture), cortisonici, antiepilettici d’attacco (come il carbonato di litio).

Gli unici analgesici efficaci per le crisi di dolore sono una particolare classe di triptani, da assumersi per fiala da iniezione sottocutanea: non è facile trovarli nelle farmacie, quindi durante il periodo di ‘grappolo’ ti capita di sbatterti da una farmacia all’altra, esattamente come un tossico.

Bella questa illustrazione che si trova in Rete, il diavolo che ti infila una mano nel cervello passando per l’occhio sinistro.

Esattamente quello che si prova con la CH, ed anche per me il sinistro è il lato ‘malato’…


Discussione

  •     matteo   -  

    Anch’io soffro di CH. Ormai da 10 anni. A me non mi vuole lasciare, ogni anno si ripresenta e mi dura dai 3 o 4 mesi…

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