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Ascanio Celestini e la salita del Quadraro

Solo chi conosce la ‘salita del Quadraro‘ può capire l’aforisma di Celestini riproposto sotto.

Il Quadraro è stata una delle periferie proletarie storiche della Roma dell’inizio novecento, e ha mantenuto intatti negli anni alcune caratteristiche antropiche e culturali (come ad esempio l’amore per l’antifascismo).

Ci vivo solo da pochi anni, ma lo conosco da sempre.

Un quartiere insostituibile.

Prima di superare l’acquedotto romano e affacciarsi verso i quartieri ormai borghesi di piazza dei Colli Albani e di via Appia Nuova, la Tuscolana si inerpica in una salita di cemento, squallida e ripida. Alla base della salita si è formato (prima per baracche, ormai con palazzi di cemento) il Quadraro ‘vecchio’, sobborgo operaio che si è andato espandendosi nell’immediato dopoguerra fino ad abbracciare una zona effettivamente più ampia dell’originale.

Ancora oggi quel tratto di Tuscolana in salita rappresenta la squallida cesura tra il centro e la periferia, incarnando alla perfezione la ‘distanza’ tra le diverse zone della città.

🙂

 

A noi del Quadraro c’hanno messo in fondo
a ‘sta discesa per farci ricordare tutti i giorni
che entrare dentro Roma è ‘na fatica.
Che per diventare cittadini dell’Urbe
per noi è ‘na strada tutta in salita.

(Ascanio Celestini)

Ascanio Celestini


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