AnarchiCo

Annat’affanculo

No, non è una dichiarazione di conformismo politico. Rivendico l’uso del vaffanculo, senza cinque stelle.

Un vaffanculo piano e pieno, personale e quasi pre-politico.

E’ una rivendicazione giustificata dalla storia personale e politica, perchè la lotta al berlusconismo e il disgusto per il PD (prima Pci e PDS, poi DS) era un mio bagaglio politico personale che ero ancora piccolo, già vent’anni fa.

E andavo a vedermi gli spettacoli di Grillo-comico con gusto, pagandolo volentieri, dieci anni prima che il genovese avesse velleità politiche in serbo.

Se qualcuno dovesse pagare la Siae per quel motto, quello è proprio Grillo.

L’antagonismo alle scelte neoliberiste dei governi di centro-sinistra, la lotta di piazza al berlusconismo fascista, queste ed altre quisquilie ci sono sempre state nella società italiane, per chi voleva coglierle.

Una classe politica collusa dal bipolarismo cialtrone di questa seconda repubblica, senza appello e senza alcuna volontà di autoriforma.

Persino un movimento come quello di Grillo è riuscito ad intercettare il malcontento italiano dando fiato ad un sentiment largamente diffuso nella società reale – sempre più a distanza abissale rispetto alla società politica dei media e delle rappresentanze clientelari.

Ora, incredibilmente, nei salottini dei giovani conformisti di sinistra, matrice intellettualidemmerda, stanno tirando in mezzo il nome di Renzi.

Madre santissima, poi dice che non c’è fondo all’idiozia.

Un politico con vere ed autogene idee di sinistra non vi è proprio più possibile nemmeno concepirlo in provetta, cazzo.

Vi piace farvi guidare dall’utile idiota, l’idiota perdente. Una lunga tradizione di figure insulse, questa è l’old school in stile Figc anni settanta-ottanta.

Renzi quanto a insulsaggine segue quell’onda lunga, non c’entra nulla l’elemento anagrafico.

Il punto è che da quelle parti viene premiata una perversa forma di demeritocrazia, dai tempi del vecchio Pci.

Perchè fare carriera politica da quelle parti ha sempre significato lucidare i pomelli giusti della nomenclatura interna al Partito, essere degli ottimi servi delle correnti e dei leader di turno.

Il demerito è nel clientelismo partitico delle correnti interne al partito, piaga da cui il Pci non si è mai sottratto e che anzi ha perfezionato come metodo di ‘democrazia interna’.

Il solito stupro della semantica.

Eccoci a Renzi come viatico di un nuovo Pd, che vuole destinarsi a perdere per i prossimi 10 anni.

E nulla, a nulla vale il 25 per cento preso da Beppe Grillo. Non suona la sveglia di una società più avanti rispetto alla sua autoreferenziale classe dirigente.

A sinistra non c’è vera dialettica con il reale, solo ‘poltrone’ da difendere.

Allora hanno ragione questi altri, cari amici.

AnnatAffanculo.


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